I GIOVANI CI CHIEDONO DI ESSERCI 

Questo disegno è stato realizzato da un ragazzino delle scuole medie in occasione dell'evento collegato al TROFEO DEL CUORE Giornalisti vs Carabinieri vs allenatori /calciatori Inter -  Triangolare di calcio -  Interello 28 Maggio 2022  e Concorso d'arte per le Scuole Medie:  TI ASCOLTO un disegno  contro la violenza . Da questo disegno  è stata tratta la maglia dei giocatori dell'Inter che si sono battuti con la squadra dei Carabinieri ( seconda classificata) . 

Ho deciso di pubblicare il disegno quale esempio di tutti  quelli che hanno disegnato i ragazzi egualmente belli e profondi . Oggi si parla dei giovani come se fossero un blocco indistinto: svogliati, apatici, vuoti, incapaci di attenzione. È una narrazione comoda, ma profondamente falsa.

In particolare la Generazione Alpha = nati dal 2010 al 2024  È la prima generazione nata interamente dentro l’ecosistema digitale, con smartphone, tablet e social già presenti nel quotidiano fin dall’infanzia

  • Cresciuti in un ambiente iper‑connesso, ma anche iper‑fragile
  • Grande familiarità con tecnologia, ma spesso scarsa mediazione adulta
  • Sensibili ai temi di giustizia, ambiente, diritti, quando vengono coinvolti
  • Molto ricettivi sul piano emotivo, ma esposti a sovrastimoli continui
  • Hanno bisogno di relazioni reali, non solo digitali
  • Sono la generazione che ha risentito  della frattura intergenerazionale: adulti poco presenti, molto stanchi, spesso incapaci di ascolto profondo

Capire che un ragazzo della generazione Alpha significa riconoscere che:

  • non è “apatia”, ma sovraccarico
  • non è “disinteresse”, ma mancanza di adulti significativi
  • non è “vuoto”, ma un mondo interiore che aspetta di essere visto

Quando ti fermi davvero a parlare con loro, quando li ascolti senza fretta e senza giudizio, si apre un mondo che noi adulti abbiamo dimenticato: un mondo di sensibilità, di inquietudini lucide, di domande che fanno tremare, di un’attenzione che non è scomparsa — è solo stata ignorata.

Se confrontiamo la  Generazione Z e Generazione Alpha (Gen Z: 1997–2009 Gen Alpha: 2010–2024) : 

La Gen Z è cresciuta entrando nel digitale.

  • Ha vissuto il passaggio: dal Nokia allo smartphone, da Facebook a TikTok.
  • Ha memoria del “prima” e del “dopo”.
  • Usa la tecnologia come strumento identitario e sociale.
  • Multitasking, ma con capacità di concentrazione recuperabile.
  • Abituata a contenuti veloci, ma capace di approfondire se motivata.
  • Linguaggio ibrido: meme, ironia, iper-sintesi.
  • Forte uso dei social come spazio di auto-narrazione.

La Gen Alpha è cresciuta dentro il digitale.

  • Non ha memoria del mondo senza schermi.
  • La tecnologia è ambiente, non strumento.
  • Rischio maggiore: iper-esposizione precoce e dipendenza da stimoli continui
  • Attenzione frammentata fin dall’infanzia.
  • Sovrastimolazione digitale → difficoltà nella gestione della noia e dell’attesa.
  • Grande ricettività emotiva se coinvolti in modo reale. 
  • Comunicazione più visiva che verbale.
  • Minor capacità di verbalizzare emozioni complesse.
  • Dipendenza da feedback immediati (like, emoji, reazioni).

La generazione Z ha contestato gli adulti,  chiesto spazio, voce, e riconoscimento . Sono cresciuti  in un clima di crisi economica e precarietà. Attiva, politicamente, attenta ai diritti (clima, genere, inclusione) Ha creato movimenti globali (Fridays for Future, MeToo GenZ). I ventenni della generazione z  vivono nella costante ansia da prestazione , burnout scolastico e estenuante confronto tossico sui social. 

Mentre gli adolescenri Ge4n. Alpha di oggi non contesta: si ritira. Vive una distanza emotiva più profonda dagli adulti. Ha bisogno di presenza, non di controllo. È la generazione più esposta alla frattura intergenerazionale.Sensibile, ma non ancora politicizzata. Risponde molto quando coinvolta in modo empatico. Ha un potenziale enorme se guidata da adulti credibili.  Gli adolescenti nutrono una marcata dipendenza digitale precoce, difficoltà nella regolazione emotiva, solitudine mascherata da iper-connessione, esposizione a contenuti violenti o inappropriati senza filtro adulto

Abbiamo delegato la ns genitorialità al web al telefonino con conseguenze difficili da superare . 

La Gen Z ci ha chiesto di ascoltarla - La Gen Alpha ci chiede di esserci.

Sono generazioni che non hanno bisogno di giudizi, ma di adulti capaci di ricostruire un ponte: presenza, dialogo, responsabilità, realtà.

Se non lo facciamo noi, lo farà il web — e non sempre con buone intenzioni.

Il vero nodo è la frattura intergenerazionale.

Siamo noi adulti che abbiamo smesso di parlare con i nostri figli, di coinvolgerli, di renderli partecipi anche dei temi più difficili: la violenza, la paura, la responsabilità, la cura reciproca.
Abbiamo delegato tutto a uno schermo, costruendo un muro che li separa dal mondo reale e li lascia soli in un web selvaggio, pieno di rumore e di pericoli.

I giovani non sono vuoti: sono in attesa.
Aspettano adulti capaci di esserci davvero.
Aspettano che qualcuno li chiami per nome, che li interroghi, che li renda parte del mondo invece di lasciarli depositati in un altrove artificiale.

Questo disegno lo dimostra: quando un ragazzo sente che la sua voce conta, risponde.
Risponde con la creatività, con l’empatia, con una capacità di leggere la realtà che spesso noi adulti abbiamo perso.
E ci ricorda che il mondo è fatto di cose bellissime e cose terribili, e che il compito degli adulti non è proteggerli dalla complessità, ma accompagnarli dentro la complessità.

Non sono loro a essere distanti.
Siamo noi che dobbiamo tornare a costruire ponti.


E ogni volta che un ragazzo mette su carta un gesto, un pensiero, un’emozione, ci sta dicendo: “Io ci sono. E tu?”


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