MOSTRI A PIEDE LIBERO 

Un libro che ti lascerà senza fiato. Questo libro è, dichiaratamente, due libri in uno.

 Due traiettorie che corrono parallele, si sfiorano, si potenziano, senza mai confondersi. Da una parte, la storia di Federico Barakat, l’unico bambino in Italia e in tutto l’Occidente ucciso dal padre durante un incontro “protetto”, mentre era affidato allo Stato. Dall’altro, uno studio sistematico e disaggregato sui figlicidi paterni, il primo mai realizzato in ambito accademico nazionale e internazionale: un’indagine rigorosa, fondata su dati, comparazioni e analisi criminologiche, che porta alla luce ciò che troppo spesso resta invisibile. Le due traiettorie procedono insieme: la storia di Federico diventa la lente attraverso la quale leggere le omissioni e le distorsioni delle istituzioni; la ricerca scientifica restituisce alla sua vicenda un contesto più ampio, rivelando pattern, ricorrenze e responsabilità collettive. La storia di Federico non è solo memoria: è un appello perché nessun altro bambino venga sacrificato sull’altare dell’incredulità istituzionale.

“Quando un bambino viene ucciso, non muore solo una vita: crolla un Paese intero” Autrice: La madre del piccolo Federico Barakat ucciso dal padre Antonella Penati – Prefazione di Riccardo Iacona, giornalista Rai . 

Dal 4 settembre 2026nelle librerie Mostri a piede libero, un’opera che è due libri in uno: da una parte la storia di Federico, dall’altra la prima analisi scientifica mai realizzata in Italia sul figlicidio paterno, con dati quantitativi e disaggregati per autore, arma, regione, modalità, contesto familiare e motivazioni. 

Un lavoro che nessuno aveva mai avuto il coraggio di fare. Mostri a piede libero (AGORA’ SANTELLI – ISBN 978-88-92923-65-2), un libro che non si limita a raccontare: accusa, denuncia, squarcia il velo su una delle verità più rimosse del nostro Paese. 

Un’opera che porta la firma della Sociologa Antonella Penati, madre del piccolo Federico Barakat, con la prefazione del giornalista Rai Riccardo Iacona. Il libro contiene anche il contributo civile e umano di Dario Fo e Franca Rame, che accompagnarono l’autrice nei momenti più bui della sua battaglia per la verità. In copertina il quadro dedicato a Federico dipinto da Dario Fo, un’opera riconoscibile, intensa, che l’artista donò all’autrice come gesto di sostegno e di lotta. Un simbolo potente: l’arte che si schiera dalla parte dei bambini, contro l’indifferenza. Mostri a piede libero è un libro che non fa sconti a nessuno. È un atto di accusa contro un sistema che non ascolta le madri, non protegge i bambini, non riconosce la violenza maschile come emergenza nazionale. È un libro che chiede conto, che pretende risposte, che rifiuta la narrazione consolatoria di un Paese che si dice civile ma lascia morire i suoi figli.

 L’Italia è oggi tra i Paesi europei con il più alto numero di bambini uccisi. Un primato che dovrebbe far tremare le istituzioni e invece viene trattato come un dettaglio marginale, un rumore di fondo da ignorare.

 Un Paese dove si accompagnano con aerei di Stato uomini condannati per violenze sui bambini, dove si proteggono i carnefici e si lasciano liberi i predatori. E lo stesso sistema che concede privilegi a chi ha distrutto vite innocenti è il sistema che lascia che padri violenti uccidano i propri figli, senza fare neppure il minimo indispensabile per tentare di arginare questa mattanza. Una mattanza che non è casuale: è il prodotto di scelte, omissioni, ritardi, pregiudizi patriarcali e istituzioni che non ascoltano. Mentre i minori continuano a morire, una proposta di legge (DDL91) sostenuta da oltre 70.000 cittadini italiani resta bloccata al Ministero della Famiglia Roccella e dalla Commissione Giustizia del Senato presieduta dalla Buongiorno; ferma in un silenzio che pesa come una condanna. Settantamila firme ignorate: come se quei cittadini – e i bambini che chiedono protezione – fossero zerbini, vite sacrificabili, numeri da cancellare.

 È una vergogna tutta italiana: un Paese che pretende di difendere la famiglia, ma non difende i suoi figli. Dove DIO, PATRIA E FAMIGLIA sono meri slogan elettorali di facciata. In questo scenario esce Mostri a piede libero, il nuovo libro della sociologa Antonella Penati, fondatrice dell’Osservatorio sul Figlicidio. Per la prima volta in Italia vengono presentati dati quantitativi sul figlicidio paterno: dal 2000 a oggi l’Osservatorio ha registrato 565 bambini uccisi. Non “casi isolati”, non “raptus”, non “tragedie imprevedibili”: 565 vite spezzate da un fenomeno strutturale, che affonda le radici nella cultura patriarcale e nella sistematica sottovalutazione del rischio.

Il libro racconta anche la storia di Federico, un caso unico in Italia e in tutto l’Occidente: un bambino ucciso in un luogo che avrebbe dovuto proteggerlo, dopo anni di segnali ignorati. Un caso oggi al vaglio delle Nazioni Unite – Comitato CEDAW, l’organismo ONU che monitora il rispetto della Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne. La CEDAW sta valutando se omissioni, ritardi e scelte istituzionali abbiano contribuito a rendere possibile un esito che non è solo tragico: è inaccettabile. Si invitano le redazioni a dare spazio a questa uscita editoriale. La diffusione di questo libro consentirebbe di ridare voce a tante piccole vittime. 


Tutti possono fare la loro parte per rompere il silenzio che uccide.

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